ONLUS: le risposte per una corretta interpretazione

In: Normative

Del: 9 dicembre 2015

L’acronimo O.N.L.U.S è uno di quei termini che spesso porta con sé errori di interpretazione e possibili incomprensioni dal punto di vista organizzativo e normativo.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza!

In dettaglio, O.N.L.U.S significa “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” ed è bene sottolineare che NON identifica la specificità o le caratteristiche di un’associazione, ma soltanto una categoria tributaria regolata secondo quanto descritto dall’articolo 10 del d.l.gs. 4/12/1997 numero 460.

Ciò significa che l’appartenenza alla categoria delle ONLUS fornisce la possibilità di godere di particolari agevolazioni fiscali.

Facciamo qualche esempio e pensiamo alle agevolazioni ai fini delle imposte dirette:

– Non è da considerarsi commerciale lo svolgimento di attività istituzionali;
– Non concorrono alla formazione della base imponibile i proventi derivanti dall’esercizio di attività connesse o le somme versate da associati o partecipanti a titolo di contributo e/o quote associative
– Non sono da calcolare ai fini della formazione del reddito i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche in regime convenzionale;
– Non concorrono alla formazione del reddito i fondi raccolti durante manifestazioni pubbliche occasionali, anche se in contropartita di beni di scarso valore o di servizi.

Parlando di IVA, non c’è l’obbligo di ricevuta o scontrino fiscale per tutte quelle operazioni riconducibili ad attività istituzionali.

Per quanto riguarda le imposte indirette, invece, è da calcolare l’esenzione dall’imposta di bollo e dalla tassa sulle concessioni governative.

Ma ecco quali realtà possono essere annoverate tra le ONLUS:

– Le associazioni riconosciute e non riconosciute.
– I comitati
– Le fondazioni
– Le società cooperative
– Altri enti di carattere privato con o senza personalità giuridica.

Assumono automaticamente la qualifica di ONLUS:

– Le OdV iscritte nei registri regionali – ai sensi dell’articolo 30 comma 5 , del
d.lgs. 185/2008 convertito nella legge 28/01/2009, n.2 – purché si limitino a svolgere
esclusivamente attività commerciali e produttive marginali come individuate dal D.M. finanze
del 25/05/1995;
– Le organizzazioni non governative;
– Le cooperative sociali;
– I consorzi di cooperative sociali formati esclusivamente da cooperative sociali

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