L’importanza che i volontari siano “terzi” tra loro nelle polizze per il Terzo Settore

In: Garanzie e tutele

Del: 25 aprile 2016

Chi stipula una polizza comprendente la responsabilità civile spesso non ha familiarità con la questione dei cosiddetti “terzi”, oppure ne ha solo conoscenza vaghe; eppure, la comprensione di chi siano questi soggetti è fondamentale ai fini dell’efficacia della copertura assicurativa.

I terzi sono, per definizione, quei soggetti che avrebbero diritto a un risarcimento qualora la persona assicurata causasse loro un danno; ma esistono delle eccezioni a chi può essere considerato terzo. Secondo l’articolo 129 del Codice Omini colorati collegati da freccedelle Assicurazioni (“Soggetti esclusi dall’assicurazione”), non sono considerati terzi – e pertanto non hanno alcun diritto ai benefici derivanti dai contratti assicurativi obbligatori – parenti e membri della stessa famiglia del contraente (fino al terzo grado), ma anche persone legate a una società o un’organizzazione assicurata.

Attenzione quindi a chi stipula una polizza dedicata ai membri di un’associazione di volontariato, perché di norma i membri delle associazioni non sono considerati terzi tra loro – in parole povere, se un volontario causasse un danno a un altro volontario, pur in presenza di un’assicurazione valida il risarcimento verrebbe negato.

Questo vale per molte assicurazioni… ma non per la Polizza Unica del Volontariato! Il prodotto assicurativo di punta dell’agenzia Cavarretta Assicurazioni di Parma rappresenta un’eccezione, dal momento che prevede espressamente che tutti i soci siano terzi tra di loro, il che significa che eventuali incidenti o danni causati tra i membri dell’associazione sono risarcibili. Ecco perché, grazie a questa importante clausola, le organizzazioni di volontariato potranno garantire ai propri aderenti una tutela davvero completa e “senza pensieri”!

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